L’effetto Stroop

Nel 1935, J. Ridley Stroop pubblicò, nel Journal of Experimental Psychology, quello che poi divenne uno dei più famosi articoli in psicologia sperimentale: Studies of interference in serial verbal reactions. Fu qui che venne descritto l’effetto Stroop. Tuttavia, tale compito sperimentale fu esposto per la prima volta da Jaensch nel 1929 e successivamente ripreso nelle opere di J. M. Cattell e W. Wundt.
Attraverso il Test di Stroop possono esser messe in evidenza eventuali difficoltà a sopprimere una risposta di tipo automatico (effetto interferenza), rilevando così possibili disturbi nell’attenzione selettiva. Durante il test al soggetto vengono mostrate delle parole scritte con colori diversi con la consegna di pronunciare a voce alta il colore dell’inchiostro cui è scritta la parola.
J. R. Stroop, nel suo esperimento originale, notò che i partecipanti sottoposti al compito di denominazione presentavano tempi di risposta più lenti se il colore dell’inchiostro era diverso dal significato della parola scritta, nonostante fossero istruiti affinché non tenessero conto del significato della stessa.
Leggere è per tutti noi un’attività automatica. Fare attenzione al colore con cui è scritta una parola genera un conflitto cognitivo. Lo scopo di questo test è proprio quello di creare una interferenza cognitiva e semantica che si realizza nella tendenza a leggere meccanicamente il significato della parola. Per tale motivo, il test di Stroop rappresenta una valida procedura per lo studio dell’attenzione selettiva.
Precisamente la corteccia prefrontale ha la funzione di inibire i processi automatici di lettura a favore di quelli percettivi (il colore), mentre i segnali di conflitto vengono notati dalla corteccia cingolata anteriore. Grazie alle tecniche di imaging cerebrale, si è potuto osservare durante lo svolgimento di un compito di Stroop, l’attivazione nel lobo frontale e più specificamente del cingolo anteriore e della corteccia prefrontale dorsolaterale, due strutture responsabili del monitoraggio e della risoluzione dei conflitti. Infatti, pazienti con lesioni frontali ottengono punteggi inferiori nel test di Stroop rispetto a quelli con lesioni più posteriori.

Bibliografia

Stroop, J. R. (1935).Studies of interference in serial verbal reactions. Journal of Experimental Psychology 18, 643–662.

Jaensch, E.R. (1929). Grundformen menschlichen Seins. Berlin: Otto Elsner.

Roberts, K.L., Hall, D.A. (2008). Examining a supramodal network for conflict processing: a systematic review and novel functional magnetic resonance imaging data for related visual and auditory stroop tasks. Journal of cognitive neuroscience, 20, 1063–78.

Qui di seguito l’articolo originale di J. Ridley Stroop (1935):
Studies of interference in serial verbal reactions (Stroop, 1935)

Chiara Melia, Psicologa