La Grave Cerebrolesione Acquisita

La Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) è una condizione di importante entità in quanto determina uno stato di coma (punteggio ≤ 8 documentato dalla Glasgow Coma Scale, GCS) e presenza di menomazioni senso-motorie, cognitive e comportamentali. Tra le cause di GCA troviamo i traumi encefalici o eventi di origine anossica, ischemica, vascolare, infettiva. Dunque tale condizione comporta un danno encefalico tale da determinare una disabilità permanente o temporanea.

Cosa implica una GCA?

La Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) rappresenta un contesto patologico ampio poiché l’individuo viene colpito nei suoi aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali e di conseguenza riporterà menomazioni sullo stato di salute fisica e subirà cambiamenti nella personalità.

Bisogna innanzitutto analizzare la gravità, l’estensione della lesione e l’area cerebrale coinvolta in quanto anche piccole lesioni possono provocare gravi compromissioni.

Limitazioni motorie e sensoriali saranno molto evidenti ma la GCA può causare anche deficit sul piano cognitivo ed emotivo-comportamentale.

I principali danni cognitivi possono riguardare i processi attentivi, i disturbi della memoria, disturbi del linguaggio, disturbi della cognizione spaziale i quali condizionano il grado di efficienza globale del soggetto.

Possono emergere anche variazioni nella personalità e nel comportamento abituale dell’individuo.
Il comportamento è il modo che ognuno ha di esprimere la propria personalità. Spesso familiari e amici dopo una GCA raccontano di un cambiamento di personalità, cambiamento che si può aggravare se non vi sono adeguate stimolazioni nell’ ambiente socio-familiare.

Alla luce di ciò si può dedurre che la GCA minerà la quotidianità, il ruolo sociale e il sistema familiare dell’individuo. Pertanto il paziente unitamente alla sua famiglia vivranno inevitabilmente una circostanza di forte stress.

Il progetto riabilitativo

La tempestività e l’appropriatezza dell’intervento fin dalle prime fasi di emergenza sono fattori determinanti per i possibili esiti. Inoltre la complessità del danno è tale da dover congegnare piani di cura che non terminano nell’ ambito medico-riabilitativi ma si estendono fin al reinserimento sociale del paziente.
Possiamo distinguere complessivamente 3 fasi:
1. Una fase acuta che comprende il ricovero per operazioni di rianimazione e neurochirurgici;
2. Una fase post-acuta dove si opera presso strutture di riabilitazione intensiva. In questa fase, si interviene sulla stabilizzazione dell’equilibrio fisiologico del paziente e contemporaneamente o subito dopo si attivano piani di riabilitazione mirati al recupero cognitivo e comportamentale;
3. Durante la fase del reinserimento, il paziente generalmente continua il suo percorso entro strutture dette estensive o in regime di Day Hospital poiché gli esiti comportano menomazioni e difficoltà familiari, sociali, scolastiche e lavorative.

Un quadro complesso come quello della Grave Cerebrolesione Acquisita dimostra quanto sia importante trattare seguendo un approccio multidisciplinare. Il paziente non può che essere assistito grazie alla cooperazione di più figure professionali.

In che modo la neuropsicologia può essere di aiuto?

La valutazione neuropsicologica permetterà di individuare quali sono le abilità cognitive deficitarie e in che modo incidono sulla vita quotidiana del paziente. Inoltre così come per i disturbi motori si effettua una riabilitazione fisioterapica, per i disturbi cognitivi e comportamentali è necessario un intervento di tipo neuropsicologico mirato a ristabilire le funzioni danneggiate e al contempo individuare le strategie che permetteranno all’ individuo di acquisire la maggiore autonomia possibile.

Dott.ssa Chiara Melia

Bibliografia

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